Bye Bye Berlusconi

BERLINO – In Italia è su tutti gli schermi televisivi. In qualche modo, Berlusconi è anche al festival del cinema di Berlino. Dove, in un film, rapiscono il suo sosia. L'idea non è nuova. Solo che qui l'attore ha il volto, il sorriso, i capelli – piú o meno – di Silvio Berlusconi. E nessun riferimento a fatti e persone reali è casuale. Non è casuale neanche che sia Berlino, città da sempre aperta a ogni voce “contro”, ad accogliere questo film, che ancora in Italia non trova casa, non trova accoglienza, non trova – soprattutto – la via delle sale di cinema.

 

            Ma che cosa è, questo “Bye Bye Berlusconi”? E´ un film sulla paura. La paura che si ha a mettere in scena il premier, a criticarlo. Il film è una commedia, una farsa se vogliamo: c´è una troupe cinematografica che vorrebbe mettere in scena il rapimento di Berlusconi. Ma sono bloccati al primo ciak dai loro stessi avvocati, e rovesciano il dramma politico in una favola: Berlusconi diventa Mickey Laus, venditore di cocomeri e proprietario della sguaiatissima Melonen Tv, presidente di una squadra di calcio eccetera eccetera. Il suo regno si chiama Topolonia. Ma che si stia parlando di Berlusconi, è indubbio: anche perchè l'attore scelto, Maurizio Antonini, è il sosia – per così dire – ufficiale del premier, quello che ne ha proposto per anni l'imitazione al Bagaglino. Il film è stato presentato ieri nella sezione Panorama. Girato con pochissimi soldi, ha come regista il trentacinquenne tedesco Jan Erik Stahlberg, e nel cast un gruppo di attori italiani, tra cui il sosia berlusconiano.

 

            Non pensate a un pamphlet come “Viva Zapatero!” della Guzzanti. E´una commedia, una satira, che mostra un “rapito” borioso, aggressivo, convinto del proprio potere. E che, nella seconda parte, si inventa una carta a sorpresa giocata dai rapitori. Rendere al premier/imputato pan per focaccia. Ovvero, farlo giudicare dalla “gente”. La stessa gente che lui (nel film) manipola, deruba, corrompe. Di fronte ad accuse precise – corruzione, concussione, falso in bilancio – su un sito web viene organizzato un processo on line. Con la “gente” chiamata a votare, a giudicare. A condannare. L'audience che si rivolta contro il suo profeta.

 

            E' un film che farà discutere? Un film che scatenerà polemiche? Che scombussolerà coscienze inattaccabili? Intanto bisogna vedere se il film sarà visto, in Italia. Perché fino ad oggi non ha trovato un distributore. In Germania uscirà il 18 marzo, questo é sicuro. E in Italia? “L'abbiamo proposto a tutti i distributori importanti”, dice l'attrice e sceneggiatrice Lucia Chiarla. Che, si sente, è la vera anima del progetto. “Ci hanno spiegato che i maggiori incassi per un film vengono dai passaggi televisivi. E  questo film in tv non ci finirà mai. Ma al cinema, nelle sale, io sono sicura che farà botteghino: sono sicura che la gente sarebbbe incuriosita, che avrebbe voglia di vederlo”.

 

            Gli autori – il regista, Jan Henrik Stahlberg, e Lucia Chiarla – parlano di censura. O meglio, di autocensura. “Praticamente ho montato il film insieme all´avvocato”, dice  il regista. “Mi é stato consigliato, praticamente mi è stato imposto di tagliare molte scene, ad esempio quella in cui il prigioniero ha una pistola puntata alla testa. Ma non dico che  Berlusconi mi abbia mosso qualche azione contro: dico che la paura che questo sistema incute ci ha fatti fermare molto prima”. Prosegue: “Berlusconi ha usato processi per intimidire le persone che non la pensavano come lui. Se lo facesse con noi, non avremmo soldi per sostenere una causa”.

 

            Ma perché viene in mente a un regista tedesco di fare un film su Berlusconi, anche se poi lo chiama Mickey Laus? “Mi sono spaventato, leggendo certe cose. Mi sono chiesto come ha fatto una persona cosí  a diventare primo ministro. Credo che scopriremo dopo molti anni da dove vengono certi soldi che lui ha”, dice con accento tedesco, ma in un italiano corretto, chiaro. “Forse un regista italiano avrebbe avuto più paura ad andare avanti”.

 

            Oggi, sicuramente, Berlusconi – quello vero – saprà tutto su questo film, gli diciamo... “Sì, ma se il film avrà una piccola distribuzione, o nessuna, in Italia, a lui non importerà niente”, dice il regista. “Se dovesse trovare un distributore, se rischiasse di diventare un successo prima delle elezioni, allora sì sarebbe un pericolo per lui...”.

 

             Chissà. Magari il film non è neanche un capolavoro. Però la paura di parlare del Re e di mostrarlo nudo c´è. Più ancora che nel film, la vedi nelle facce dei protagonisti, di questi ragazzi con i sorrisi tirati, che hanno un po'  l'aria di averla fatta più grossa di loro.

        

11 febbraio 2006

 

 

Alcuni link utili..

 

Internet Book Shop

Tra i migliori siti di libri on-line, ottimo motore di ricerca, servizio affidabile e alta disponibilità di materiali

Scuola di Cinema Immagina

A Firenze, la scuola di cinema diretta da Giuseppe Ferlito, con corsi di regia, sceneggiatura, recitazione, doppiaggio, montaggio e riprese

Siena Filmfestival

A Siena, il festival di cinema diretto da Carlo Verdone e organizzato da Giovanni Bogani