Intervista a Cristiana Capotondi

ROMA - Ha una leggerezza nel volto, un soffio di adolescenza che le vola tra le lentiggini e gli occhi. Ricorda un po’ Agostina Belli prima maniera, innocente e sexy insieme. O Francesca Neri; o, arrivando al presente, Giovanna Mezzogiorno. Ha occhi chiari, luminosi, come se fossero illuminati dal film della vita, davanti a lei. O forse, ricorda solamente se stessa. Cristiana Capotondi, romana, venticinque anni, protagonista del film rivelazione di queste settimane: “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi. Rivelazione perché, costato pochissimo, ha già incassato sei milioni e mezzo di euro; e perché alla gente piace. Piace perché racconta amori, timori, passioni adolescenziali: le più forti, le più ingenue, le più vere. Protagonisti un gruppo di liceali alla fine degli anni ’80. E quindi nel film è tutto un trionfare di Subbuteo, motorini Piaggio, poster di Madonna e dei Duran Duran tra libri di storia, esami ministeriali, le feste dell’amico dell’amico, l’amore dentro la Due Cavalli. E a benedire il tutto, le canzoni di Antonello Venditti, ma anche i balli stupidi come Gioca-jouer di Cecchetto. Quanto eravamo stupidi. Quanto eravamo giovani, chi c’era.            

            L’effetto è stato travolgente: il film è piaciuto ai quarantenni che sentono il profumo della loro adolescenza, così come ai ragazzi di adesso, che si rivedono nello specchio di un’altra generazione. E poi ci sono quei volti di diciottenni arroganti, presuntuosi, tenerissimi. Sono sempre uguali: stavano al bar di fronte alla scuola nei film di Mariano Laurenti, discutevano di cinema con il Moretti “autarchico” degli anni ’70, popolavano i primi film di Gabriele Muccino. La vita è tutta un liceo. E tra questi ragazzi, lei, Cristiana. Che venerdì ha ricevuto a Castellaneta il premio Roldofo Valentino, come rivelazione dell’anno. E che al prossimo festival Linea d’Ombra, a Salerno in aprile, sarà premiata come protagonista emergente del cinema europeo. 

            Cristiana, che cosa significa questo straordinario successo, per te, adesso?

            “Prima di tutto, l’opportunità di lavorare ancora. E poi, diciamo la verità, lo aspettavo, prima o poi. Faccio questo mestiere da quando ero bambina…”.

            Come iniziò tutto?

            “Avevo undici anni, ero una bambina irruenta. Ebbi l’occasione di partecipare a due serie televisive. Andavo sul set accompagnata dai genitori! Loro si accorgevano che, quando partiva la telecamera, diventavo più calma, più felice”.

            Quando hai capito che sarebbe stato questo il tuo lavoro?

            “Molto dopo, naturalmente. Ho fatto il liceo scientifico, poi ho studiato Scienze della comunicazione, mi sono laureata nel luglio scorso. Più o meno un anno fa, ho capito che avrei voluto fare l’attrice per tutta la vita”.

            Quali sono stati, per te, i momenti di esame nella vita?

            “I momenti in cui sono cresciuta. Quando ho girato in inglese ‘Il giovane Casanova’ per Canale 5, a fianco di un attore come Stefano Accorsi, che mi emozionava e mi intimoriva. E dovevo recitare in inglese! O il momento in cui sono andata a vivere da sola, l’anno scorso”.

            Come hai superato la prova?

            “E’ andata benissimo. Ti misuri con te stessa, ti conosci meglio. Ora ho appena comprato una piccola casa, a Trastevere, e la sto arredando. Mi sento la vita sempre più mia”.

            Ti hanno attribuito molte relazioni sentimentali: con Daniele Pecci, o con Nicolas Vaporidis…

            “A dare retta ai giornali, avrei avuto un fidanzato ogni tre minuti! La verità è che non c’è mai stato niente di vero. Sono felicemente single. Quando avrò un fidanzato non lo terrò nascosto. Sono una che crede nell’onestà, nella verità. E nell’amore. Quando arriverà…”.

            Quali attori e attrici senti più vicini a te?

            “Ammiro la grinta e la fermezza di Giovanna Mezzogiorno. La dolcezza di Francesca Inaudi, l’humour di Monica Vitti. La verità di Anna Magnani: ma come lei ne nasce una ogni mille anni”. 

            Tu hai fatto tanta tv: “Orgoglio”, “Anni ‘60”, “Luisa Sanfelice”. E’ stato difficile imporsi nel cinema?

            “Molto. C’è un ostracismo verso quelli che fanno televisione. Ed è un pregiudizio stupido. Perché la televisione avrà, sì, un pubblico più ‘popolare’, ma ti dice subito, il giorno dopo, se hai sbagliato o no. Non puoi ingannare a lungo sul tuo talento, in tv”.

            Hai visto “Il caimano” di Moretti?

            “No. Moretti ha mantenuto così tanto il segreto sul suo film, che io voglio dargli soddisfazione: lo voglio mantenere tutta la vita, per quello che mi riguarda. E poi, penso che la politica si faccia in altre sedi, non nei film”.

            “Notte prima degli esami” è risultato vincente anche per la scelta delle musiche. Tu quali musiche ascolti?

            “Io non mi trovo bene nel presente: preferisco ascoltare Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni. Arrivando al presente, mi piacciono i Negramaro”.

            Il tuo futuro è al cinema o in tv?

            “Cinema, cinema. Farò due film italiani, uno a maggio e uno a luglio. Ma per scaramanzia, ancora non posso dire quali. Diciamo che, ‘da grande’, è al cinema che vorrei appartenere”.  

            Si parla di una serie televisiva da “Notte prima degli esami”, una serie di 13 puntate per Raidue, che svilupperà le situazioni del film. Vi parteciperai?

            “Non mi hanno ancora proposto niente; se e quando accadrà, potrò rispondere…”.

        

2 Aprile 2006

 

 

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