CANNES – “Pedro e’ il piu’ grande di tutti.
Ha l’arte di catturare il mistero femminile. Lui
non dice niente, osserva. E quando credi che non
se ne sia accorto, ha visto il lato nascosto di
te, della tua anima, quello che cercavi di
nascondere. E’ un genio, un genio assoluto. Da
quando ero ragazzina, ho desiderato lavorare con
lui. Era quello il mio piano segreto. Certo,
doveva essere d’accordo lui. Per fortuna, Pedro
mi ha voluta. Da quando c’e’ lui, la mia
carriera e’ stata diversa. La mia vita intera e’
stata diversa”.
Penelope Cruz e’ un fiume in piena,
quando parla di Almodovar, il regista che l’ha
diretta in “Volver”, film presentato in concorso
a Cannes e serio candidato, secondo le voci, a
conquistare la Palma d’oro. E’ un ciclone, gli
aggettivi non le bastano. E si’ che non e’ una
ragazzina miracolata da un regista, ma
un’attrice di carisma assoluto, corteggiata da
tutti i registi del mondo. Una che ha
interpretato la follia, il dolore, la
sensualita’ in “Non ti muovere” di Castellitto,
tanto per dire. E, non ultima cosa, che e’ stata
fidanzata con Tom Cruise. E adesso? Da quando si
e’ separata da Tom Cruise ha ritrovato l’amore?
“Parliamo del film, per favore…”.

Arriva con un vestitino leggero,
chiaro, con le due macchie degli occhi scuri che
spiccano, mobilissimi, vivissimi. Riesce a
mettere insieme la sensazione di una assoluta
normalita’ – come se tu la potessi incontrare al
mercato, una faccia cosi’ – e una bellezza
perfetta, vibrante, umanissima. Qualcosa che
avevano le dive del cinema italiano degli anni
’50, gli anni d’oro.
Penelope, questo e’ il terzo film
che interpreta con Almodovar. Che cosa e’ che lo
rende tanto speciale, ai suoi occhi?
“E’ un uomo libero. E’ un uomo
intriso di liberta’, nella sua maniera di
pensare, nel suo senso dell’humour. E sa
esattamente quello che vuole. E poi, la
tavolozza dei suoi colori emotivi e’ infinita.
Sa passare dalla tragedia alla commedia in un
minuto”.
Ricorda il suo primo incontro con lui?
“Avevo diciassette anni, era per
‘Kika’, lungo la strada mi sono messa a
piangere, da quanto ero nervosa. Mi ha detto che
ero troppo giovane, avevo 17 anni e il
personaggio 35. Mi ha detto che mi avrebbe
chiamato per un altro film, ed e’ stato cosi’:
ho fatto ‘Tutto su mia madre’…”
Fisicamente, si e’ trasformata
per interpretare Raimonda, il personaggio del
film...
“Pedro voleva che mettessi su
qualche chilo: in piu’, porto un sedere falso,
che cambia la mia maniera di muovermi e di
camminare. L’energia di Raimonda passa anche
attraverso queste cose, cosi’ come attraverso la
voce. Ho lavorato un bel po’ sull’accento della
Mancha, dove e’ ambientato il film”.

“Volver” parla di morte e
resurrezione. Lei che cosa ne pensa?
“Penso spesso alla morte, ma non
come a qualcosa di buio, di oscuro. Temo molto
piu’ la sofferenza, il dolore. E credo alla
resurrezione, anche se in famiglia mia nessuno
mi ha mai imposto una educazione religiosa. Per
me non bisogna avere paura di Dio; l’inferno
come il paradiso sono qui. Si trovano tutti e
due dietro l’angolo della strada”.
Nonostante la sua immagine si sia
sofisticata nel corso degli anni, ha mostrato un
talento enorme a interpretare una popolana,
piuttosto che una donna raffinata…
“Pedro mi conosce: sa che io
sono una piccola selvaggia che non chiede altro
che di uscire dal suo guscio. E attraverso
questo personaggio, la selvaggia emerge e vive
tutto come una liberazione”.