Verdone contro Muccino,

5 milioni di euro in un solo weekend

ROMA -  Bingo. Verdone e Muccino sbancano il cinema italiano. In un solo weekend, “Il mio miglior nemico” ha incassato oltre 5 milioni di euro: 10 miliardi di lire del vecchio conio. Basterebbero per decretare il successo di un film italiano “medio”, in tutta la sua storia di incassi: e invece sono solo tre giorni. E quasi un milione gli spettatori che, in tutta Italia, sono già andati a vedere lo scontro feroce – che scolora in intenerimento – tra Verdone e Muccino. E adesso, Verdone può raccontare questo successo. Visto da dentro.          

            Verdone, gli exit poll, diciamo così, dicono “successo”. Successo sicuro. E ora, vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa?

            “Ma no… Però non dimentico che, pochi anni fa, qualcuno pensava che avessi imboccato la china discendente. C’era chi pensava che fossi finito”.

            Quando?

            “Dopo ‘C’era un cinese in coma’… Sono rimasto fermo due anni, e poi con umiltà, sottovoce, sono tornato con ‘Ma che colpa abbiamo noi’. Ma io lo sapevo, di avere ancora delle cose da dire”.

            Qual è la cosa che le fa più piacere in questi giorni?

            “Sentire di proiezioni ‘normali’, magari di pomeriggio, che finiscono con l’applauso. Me le segnalano da un sacco di parti: è meraviglioso”.

            E i critici?

            “Alcuni hanno amato moltissimo il film: Giorgio Carbone su ‘Libero’ ha scritto delle bellissime cose. E anche Valerio Caprara, Lietta Tornabuoni, Kezich, Marco Giusti... E poi c’è anche chi si poteva risparmiare certe accuse”.

            Cioè? Chi è il miglior nemico del film?

            “Non voglio entrare in polemica. Ma è uscita una recensione su un grande quotidiano on line: chi scrive se la prende con una battuta in cui si accenna a delle scarpe infangate, paragonandomi ad Alvaro Vitali… Ma dico, con tutte le cose che ci sono dentro questo film, proprio questo vogliamo andare a guardare? E’ una battuta, niente di più: può non piacere. Ma resta tutto il film. E non mi sembra poco, quello che c’è di là da quella battuta”.

            Nel film ci sono molti sponsor, a cominciare da Vodafone. Può aver fatto arrabbiare qualcuno.

            “Un produttore che non prende denaro pubblico da nessuno come De Laurentiis, e che spende tantissimi soldi per produrre un film e per promuoverlo, ha bisogno anche dei soldi di imprese private. Forse ci sono un po’ troppi telefonini, ma c’entrano con la storia. E poi, se il film è quello che è, se abbiamo avuto la possibilità di girare tante settimane, e in luoghi distanti, dobbiamo anche ringraziare un po’ loro”.

            De Laurentiis proporrà il film anche all’estero…

            “Era il mio grande rimpianto quando lavoravo per Cecchi Gori: non ha mai voluto distribuire il film all’estero. De Laurentiis ci crede: hanno già venduto ‘Manuale d’amore’ in molti paesi del mondo, e proverà a fare lo stesso con questo film. Certo, mi sarebbe piaciuto che accadesse anche vent’anni fa”.

            Farà “Manuale d’amore 2”?

            “Ci stiamo pensando: ma solo se sarà una cosa fatta bene, con cura, con l’attenzione con cui è stato fatto il primo. Non solo per sfruttare il successo di un precedente”.

 

15 Marzo 2006

 

 

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