Massimo Ghini e il nuovo film di Nanni Moretti

ROMA – E’ già polemica intorno al film di Nanni Moretti “Il caimano”. Ed è polemica prima che il film esca, prima che nessuno ne abbia visto un solo minuto. Perché? Perché da sempre si parla del “Caimano” come di un film contro Berlusconi; diretto dal più seguito, venerato, premiato – e talentuoso – dei registi italiani. Ma proprio da sinistra, e non dalla Casa della Libertà, o da Berlusconi, arrivano i dubbi, le polemiche, la voglia di frenare o di rimandare l’uscita del film.

            L’altro giorno, il segretario dei Radicali Daniele Capezzone ha dichiarato: “Meglio rinviare l’uscita del film. A due settimane dalle elezioni, un film antiberlusconiano potrebbe rivelarsi un boomerang. Si rischia di consegnare al premier argomenti utili per la sua campagna elettorale”.

            E’ nato un putiferio. Soprattutto a sinistra. Giovanna Melandri, ex ministro della cultura Ds, dice “ma che discorso è? I film escono quando devono uscire”. Pancho Pardi, leader dei girotondi, rincara: “Se non potessimo dire delle cose su Berlusconi per paura dell’effetto boomerang, saremmo fritti”. Franco Giordano di Rifondazione comunista è sicuro, invece, che il film non inciderà sulla vicenda elettorale. “E la politica – aggiunge – non deve in alcun modo influire sui tempi della produzione artistica”.

            Ma tutto questo è un discorso al buio. Perché tutto quello che si sa del “Caimano” sono 82 secondi del trailer che da venerdì è nelle sale. E una dichiarazione dello stesso Moretti di qualche tempo fa: “Sarà un film di fiction, non un documentario su Berlusconi. E spero sia un film che susciti dubbi”. Dubbi ne ha suscitati, fin da prima della sua uscita… Proviamo a chiedere l’opinione della gente di cinema. Ne parliamo con Massimo Ghini. Attore di cinema, di teatro, di televisione, di recente trionfatore nel musical “Vacanze romane”. Coetaneo di Nanni Moretti, come lui non timoroso di schierarsi politicamente a sinistra. Ma al di sopra di ogni sospetto, perché non è uno degli “amici di Nanni”.   

Ghini, lei che cosa ne pensa?

            “Penso che intanto bisognerebbe sapere di che cosa si sta parlando. Sulla base di che cosa Capezzone formula il suo giudizio? Nessuno ha visto il film di Moretti. E io non mi stupirei se tutti ci aspettassimo una cosa, e ne venisse fuori un’altra”. 

            Ovvero…?

             “Ovvero, Nanni Moretti non ha mai detto che ‘è un film su Berlusconi’. E persone che hanno lavorato al film, e con le quali ho parlato, senza sbottonarsi mi hanno detto: guarda che sarete molto sorpresi da quello che vedrete…”.

             Ma le sembrerebbe opportuno rimandare l’uscita oppure no?

             “No: rivendico l’autonomia di un autore, e la sua facoltà di decidere l’uscita del suo film. Se lui e il distributore hanno deciso una data, sono sicuro che ci hanno pensato e che sanno quello che fanno. E poi…”.

             E poi?  

           “..e poi chi l’ha detto che ogni cosa si deve rivoltare contro chi la fa?”.

             Pensa che “Il caimano” influirà sulle elezioni?

             “No. Penso che la gente sa benissimo quello che sta passando e che ha passato in questi anni, e che si sia fatta una sua opinione, a prescindere da un film. Mi sembra eccessiva e pericolosa questa ‘censura preventiva’ da parte della sinistra. Io spero soltanto che sia un bel film”.

             Dunque la sinistra sbaglia a dividersi anche su questo?

             “E’ il dibattito interno su tutto, su qualsiasi cosa, anche sulla data di uscita di un film, che ci ha sfibrati e indeboliti”.

 

 

27 febbraio 2006

 

 

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