Ken Loach: "il mio premio più bello".

Almodovar, deluso con classe. "Amo le mie donne".

CANNES – Ken Loach è emozionatissimo, le mani gli tremano mentre firma autografi, affronta le domande delle televisioni giapponesi e australiane… "E' il più grande premio della mia vita, mi sembra di vivere una seconda giovinezza", dice. E' tutto impettito come uno scolaro, e lo senti che dentro sta saltando. Ha lo smoking, il papillon, lui che queste cose non le porta mai. E gli occhiali di sempre.

 

Ken Loach, che effetto fa questa vittoria a Cannes?

 

"Ancora non me ne rendo quasi conto… Ma penso che sia importante che altri film, oltre al mio, parlino del presente, dei guasti delle dittature, e degli imperialismi. Il cinema è tornato dentro la realtà, dentro la vita. Mi sembra che, davanti alle guerre che abbiamo vissuto e alle occupazioni che vediamo, la gente non possa più voltare lo sguardo da un'altra parte. E anche il cinema torna a occuparsi della realtà".

 

Ha già chiamato al telefono il suo protagonista, Cillian Murphy?

 

"Non ho fatto in tempo, non ho fatto in tempo a fare niente, il premio mi è, per cosi' dire, venuto addosso tutto insieme. Dedico questo premio a tutti quelli che hanno lavorato a questo film: Paul Laverty che lo ha scritto, tutti gli attori, la produttrice Rebecca O' Brien con cui lavoro da tanti anni".

 

Non aveva mai vinto un premio assoluto, nei tre grandi festival del mondo…

 

" No, né il Leone a Venezia, né l'Orso d'oro a Berlino. A Cannes venivo per la tredicesima volta; per fortuna non sono superstizioso!".

 

E adesso?

 

"Adesso, il film non è mio, è della gente che lo vedrà. Spero che lo possa vedere più gente, anche in Gran Bretagna. Perché i miei film arrivano nei cinema in Italia e in Francia più facilmente che in Gran Bretagna; magari, da domani, avro' un'occasione in più perché si possano vedere".

 

E il Grande Sconfitto? Sembrerebbe Pedro Almodovar. Che ha vinto il premio per la sceneggiatura e quello per tutte le attrici del suo "Volver", ma forse si aspettava di più. La faccia che fa, alla domanda, non chiarisce tutti i dubbi.

 

Deluso, Almodovar?

 

"No: perché tutti mi davano come favorito, e essere favorito è una maledizione! Sono molo, molto felice per il premio alle attrici, perché il film è loro. Sono loro l'anima del film. E io non mi sento il loro regista, mi sento un po'… la madre di tutte loro!". Si scioglie in un sorriso, e anche in una occasione cosi' tesa e formale come un incontro con la stampa di tutto il mondo, basta poco per ritrovare l'equilibrio, e la gioia. Come fosse, anche lui, un bambino.

 

Accanto a lui, Penelope Cruz. Radiosa. Nel gruppo con Carmen Maura, Bianca Portillo, Johana Cobo.

 

Penelope, se lo aspettava? Lo dicevano tutti, che avrebbe vinto…

 

"Non ci volevo pensare, non volevo entusiasmarmi da sola, perché siamo esseri umani! E poi sono felicissima di dividere il premio con persone che amo. Che fai, vinci da sola e poi ti porti via il premio, e te lo tieni a casa, sul frigorifero? Questa è una vittoria per me, per Carmen, per tutte le attrici, e per Pedro che ha cambiato, per sempre, la mia vita".

        

28 Maggio 2006

 

 

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