Mel Gibson nei guai

Los Angeles - Mel Gibson: la Passione, stavolta, la vive lui. E c'è da stare abbastanza sicuri che lo metteranno in croce. L'ultimo dramma del regista della "Passione di Cristo" lo vede protagonista. Ma nella realtà. Venerdì notte - mentre, qui in Italia, in tv si vedeva un suo innocuo filmetto di qualche anno fa, "Maverick" - Mel Gibson stava guidando a 85 miglia all'ora, cioè quasi a 140 chilometri orari, nella sua Malibu. "Sua" perché lì Gibson con i suoi soldi ha fatto costruire chiese cattoliche, e perché lì aveva una casetta da 30 miliardi di lire, che ha venduto perché lo disturbava essere vicino di casa di Britney Spears. Insomma, quella notte di tre goirni fa, Gibson andava un po' troppo forte. Un bel po'. E anche se era nella sua Malibu, due poliziotti lo hanno fermato. Quello che è successo dopo, è esplosivo.

Era uscito, sui giornali, che Gibson guidava in stato di ubriachezza. Ma non è solo questo. Un sito di gossip americano, tmz.com, ha messo le mani sul rapporto del poliziotto. E si è scoperto che l'attore e regista da Oscar - l'ha vinto per "Braveheart" - , quello che ha stupito tutti facendo guadagnare milioni di dollari con la sua "Passione di Cristo" girata in aramaico e in latino, appena visti gli agenti si è trasformato in una furia. Erano le 2.36 del mattino: l'agente si avvicina, e Gibson probabilmente pensa: "adesso questa storia finirà su tutti i giornali". Si innervosisce, e fa in modo che ci finisca davvero. Comincia a bestemmiare, offende il poliziotto, lo chiama "motherfucker", gli dice molte volte "I fuck you!". Tutto questo è stato registrato dall'agente stesso, come si scoprirà dopo. Gibson si scalda, dice "Io sono il padrone di Malibu", si rifiuta di entrare nella macchina della polizia. Minaccia il poliziotto: "spenderò tutti i miei soldi per farti fuori". Viene trascinato nell'ufficio di polizia alle 4 del mattino. E qui diventa suo malgrado protagonista di un altro film: perché l'interrogatorio viene videoregistrato. Ciak, si gira. E Mel Gibson continua a interpretare il matto: si lancia in una serie di affermazioni antisemite, chiama i poliziotti "fucking jews", fottuti ebrei, dice che "gli ebrei sono responsabili di tutte le guerre del mondo", poi guarda il suo poliziotto preferito e gli dice: "sei ebreo, tu?". Passa di lì un sergente donna, e Gibson: "Che c... guardi, sugar tits?". Gli danno la possibilità di fare una telefonata, e poiché di là non gli rispondono - sono anche le quattro del mattino - comincia a sbatacchiare il ricevitore contro la base attaccata al muro. Insomma, se fosse stato un film, il copione avrebbe avuto tutti i momenti giusti, e anche le frasi ad effetto. Peccato che fosse tutto vero.

Le foto che lo ritraggono all'arresto, mostrano con una strana e sinistra somiglianza tra Gibson e Saddam Hussein quando fu catturato: barba, sguardo spiritato, capelli tipo zucchero filato esploso. Gibson ha passato alcune ore in cella, poi ha pagato una cauzione di cinquemila dollari - noccioline, per lui - e se n'è andato. Niente era trapelato di tutti questi particolari, finché il sito web non ha pubblicato il manoscritto del rapporto del poliziotto. La polizia, evidentemente, aveva coperto tutto: ma di fronte all'evidenza, non possono tirarsi indietro. E confermano tutto. E' toccato a Gibson, dunque, recitare un "mea culpa" molto veloce, ed esibire un concentrato di umiltà. "Ero completamente fuori controllo", ha dichiarato, "e ho coperto di vergogna me stesso e la mia famiglia. Ho fatto affermazioni spregevoli al momento dell'arresto, e ne sono profondamente addolorato". Lode alla polizia: "La polizia stava semplicemente svolgendo il proprio dovere e anzi mi sento fortunato per essere stato fermato prima di avere potuto causare qualche danno ad altre persone...". Dopo "La Passione", Gibson sembra pronto anche per interpretare Pinocchio. Ma ovviamente, non poteva fare altrimenti. Ed è lodevole che dica: "scusate, ho sbagliato", anche se senza la pubblicazione dei particolari del suo arresto non lo avrebbe mai fatto, probabilmente. Poi, Gibson sferra l'assalto finale, la rivelazione: "Ho combattuto contro l'alcolismo per tutta la mia vita e mi dispiaccio enormemente per questa ricaduta. Sto già compiendo i passi necessari per tornare in salute".

L'alcol è una brutta bestia. Lo sanno tanti altri attori, tantissime persone nel mondo. Non si può che fare il tifo per Gibson. Che dovrà presto comparire in giudizio. E soprattutto che dovrà in fretta riprendersi. Perché sta finendo di girare "Apocalypto", film sul tramonto delle civiltà precolombiane, e sui sacrifici umani, girato con migliaia di comparse di discendenza Maya - e ovviamente, girato in lingua Maya. E poi, perché Gibson vuiole venire in Italia, a girare un film su Lorenzo il Magnifico. Il quale aveva dimestichezza con "vini nostrali e forestieri". Ma che sapeva come non perdere la testa.

          

30 Agosto 2006

 

 

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