Giovanna Mezzogiorno protagonista in un film da 40 milioni di dollari

ROMA – Poche settimane fa, quando le dissero che il suo film era stato candidato all’Oscar, lasciò cadere le borse della spesa in mezzo a Campo de’ Fiori, a Roma, e cacciò un grido. Un’attrice conosciuta che grida da sola in mezzo a una piazza di Roma… Chissà questa volta. Quando le hanno detto che sarà la protagonista di un film da quaranta milioni di dollari di budget, diretto dal regista di “Quattro matrimoni e un funerale”, scritto dallo sceneggiatore del “Pianista”. Un film nel quale a innamorarsi di lei sarà Xavier Bardem, il protagonista del “Mare dentro”, due volte vincitore della Coppa Volpi a Venezia: uno degli attori più interessanti, più carismatici, più forti ed espressivi del cinema europeo. Speriamo che, quando gliel’hanno detto, non avesse in mano bottiglie. 

            Lei è Giovanna Mezzogiorno, trent’anni, occhi di cobalto, figlia di Vittorio Mezzogiorno, attore tra i grandi del cinema italiano, e dell’attrice Cecilia Sacchi, nipote di un giornalista del “Corriere della Sera” a lungo perseguitato dal fascismo, allieva di Peter Brook, maestro indiscusso del teatro mondiale, ex fidanzata di Stefano Accorsi, protagonista con lui dell’ “Ultimo bacio”, e per il resto della vita privata assolutamente schiva, riservata, restia ad apparire in pubblico. Attrice intensa, malinconica, con un velo di dolore che sempre le attraversa lo sguardo. Attraente, bella, ancora ragazza, ma capace di imprigionarti con uno sguardo e con un silenzio. Capace di lacrime e di grida, come in “La bestia nel cuore”, il film che l’ha fatta conoscere al pubblico internazionale.

            In Italia, i registi giovani, da Muccino a Ozpetek, l’hanno eletta a punto di riferimento. Lei ha vinto tre Nastri d’Argento, un David di Donatello per “La finestra di fronte”, la Coppa Volpi a Venezia per “La bestia nel cuore”. Poi, la nomination all’Oscar. Un Oscar che il film non è riuscito a vincere; ma qualcuno si deve essere accorto di lei.

            Mike Newell – il regista di “Quattro matrimoni e un funerale”, e recentemente del quarto “Harry Potter” – che da tempo sta lavorando per portare al cinema “L’amore ai tempi del colera”, il romanzo del premio Nobel Gabriel Garcia Marquez, ha individuato in lei il volto giusto. Il volto giusto per dare sguardi, parole e gesti a Fermina Daza: la ragazza più bella del Caribe. Quella di cui il protagonista si innamora in un istante, e che amerà, segretamente, tra mille difficoltà, per più di cinquant’anni. Un amore fatto di lettere, di sguardi furtivi, e di separazioni. Vite che prendono strade diverse, senza dimenticare mai. Si può immaginare niente di più romantico? Il romanzo è un magma di quattrocento e più pagine, scritte nello stile affollato di parole, di immagini, di sensazioni che caratterizza Garcia Marquez, premio Nobel nel 1982.

            Il primo ciak sarà dato in agosto, in Brasile. Quaranta milioni di dollari il budget previsto. Un’avventura davvero in grande stile. Chissà se Giovanna lo immaginava, quando prendeva parte a film indipendenti, di registi italiani giovani, con la stessa passione che se recitasse per Martin Scorsese. Se guardi la sua filmografia, Giovanna dà l’idea di non essersi mai preoccupata se il film fosse grande o piccolo, se intorno ci fosse una macchina da milioni di dollari o l’entusiasmo di un regista giovane e sconosciuto: ha fatto bene.

Adesso, la sfida più grande. Altre attrici italiane sono approdate a Hollywood, sfiorando il grande star system, per poco o per sempre. Un album di fotografie che vede Anna Magnani vincere l’Oscar per “La rosa tatuata”, Sophia Loren vincerlo per “La ciociara” e intraprendere una vera e propria carriera americana; Alida Valli arrivare a Hollywood e girare con Hitchcock “Il caso Paradine”, comprare una villa a Los Angeles e incontrare Gregory Peck, Clark Gable e tutti gli altri… Un album di fotografie che si aggiorna con Valeria Golino, che con Dustin Hoffman interpreta “Rain Man”, Asia Argento che è per tutti gli americani la star di “XXX” con Vin Diesel e che conquista le copertine di “Rolling Stone”. Con Monica Bellucci che lavora con Gene Hackman e con Bruce Willis e appare in “Matrix”. E poi qualcuno a Hollywood ci è anche passato, magari per apparire dieci minuti in un film di 007. Non sempre tutto funziona come dovrebbe. Ma vale la pena provarci.  

In ogni caso, in bocca al lupo, Giovanna. Ti vedranno, ameranno il tuo sguardo. Tu non perderai la testa, tra i dollari e i Fast food, tra le distese di autostrade e le Limousine per le anteprime. Tra le offerte dei produttori per film facili e vuoti. Tu resterai te stessa. Questo è sicuro.

          

25 Aprile 2006

 

 

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