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"Piano 17", fare cinema con pochi soldi
Si
chiama "Piano 17": ed è un esempio perfetto di come si possa fare il
cinema anche con pochi soldi. Tutti gli attori si sono prestati a
interpretarlo non gratuitamente, ma quasi: solo per l'entusiasmo per
partecipare a una bella storia, a un'avventura che valeva la pena
fare. E con "Piano 17" continuano, nella sala del cineclub Il
quartuccio di Colonnata, le serie di anteprime con i protagonisti
del cinema italiano. E questa sera, alle 21, viene proiettato il
film, diretto dai Manetti Bros (in foto), la versione italiana -
anzi, romana - dei fratelli Coen. Ovvero, due innamorati del cinema
che lavorano insieme, e insieme si stanno imponendo come registi
indipendenti. Il loro primo film, "Zora la vampira", aveva Selen, o
meglio Luce Caponegro, tra i protagonisti, ed era prodotto da Carlo
Verdone. Il loro nuovo lavoro, costato pochissimo, girato in
digitale, cioè con una telecamera quasi uguale a quelle che usiamo
tutti, ha tra i suoi protagonisti Massim o Ghini. E' un thriller, un
vero film "di genere", dunque un film di intrattenimento molto
interessante, che inizia un po' "alla Tarantino", per poi trovare
una strada tutta sua e originale nello sviluppo del film.

"E' una storia nera, una storia dark", dice Massimo Ghini, "che ha
un plot tutto chiuso in uno spazio strettissimo: tre persone chiuse
dentro un ascensore al diciassettesimo piano, e uno di questi ha una
bomba a orologeria che deve scoppiare". Prosegue l'attore romano:
"Da qui in poi parte una sorta di flashback, che spiega i perché di
tutta la storia. E intanto la tensione cresce, l'attesa di un evento
'esplosivo' monta, accadono dei colpi di scena... Insomma, un film
che promette molto sul futuro di questi due registi". Elisabetta
Rocchetti, bellezza magra e nervosa di molti recenti film italiani,
è una segretaria che si trova coinvolta in questo gioco suo
malgrado, in crisi dal punto di vista affettivo. Anche Giuseppe
Soleri è un altro impiegato giovane c he sta all'interno
dell'ufficio dove c'è l'ascensore maledetto... Antonino Iuorio,
imponente caratterista di molti film recenti, è spassosissimo nel
ruolo di un napoletano che non sopporta i napoletani... C'è anche
un'apparizione fulminea di Valerio Mastandrea, venditore di calzini
napoletano.
"Io sono un po' la chiave della storia, ma non posso rivelare di
più", dice Massimo Ghini. "Mi sono divertito molto a fare finalmente
un film di genere, d'azione ma anche molto realistico". E qualcuno
già lo ha paragonato, per questa interpretazione, ad Al Pacino in "Heat",
uno dei film cult del cinema americano tosto e duro. Alla prima
uscita, il film ha vinto il premio del pubblico al festival di
Courmayeur. Stasera, a Firenze, i registi si incontreranno con il
pubblico.
13 Marzo 2006 |
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