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Raoul Bova
protagonista di una serie tv su Nassiriya
ROMA
– E’ confermato: Raoul Bova
interpreterà, da protagonista, una serie
tv su Nassiriya. Cioè, sul momento in
cui la guerra in iraq è entrata più
tragicamente nelle case degli italiani.
Era il 12 novembre 2003. A Nassiriya,
città nel sud dell’Iraq, ci sono
carabinieri e militari italiani. Due
delle palazzine in cui vivono vengono
sventrate da un attacco kamikaze.
Muoiono 12 carabinieri, 4 soldati
dell’esercito e due civili. A compiere
l’attentato sono stati quattro
terroristi suicidi. E adesso, su questa
ferita recente, su questi morti con la
divisa, su queste bare con addosso la
bandiera italiana, viene girato un film.
Un film per la televisione, che andrà in
onda su Mediaset questo autunno. La
notizia era stata anticipata dal portale
Cinemotore: ora la conferma la
produzione. Si comincia a girare tra
pochissimi giorni. Oltre al protagonista
Raoul Bova, strappato alla sua avventura
americana, ci saranno Paola Cortellesi
nel ruolo di un medico donna, Giulio
Scarpati e Marco Leonardi. Saranno due
puntate di un’ora e mezza, due veri e
propri film. Nei quali troveranno posto
la vita quotidiana dei carabinieri, il
loro impegno in Iraq, i rapporti con la
popolazione. Momenti anche di
leggerezza, di gioia, persino di
commedia. E poi, il dramma.

Non è un impegno facile né da trattare a
cuor leggero, raccontare la realtà
appena accaduta, raccontare la ferocia
appena passata sugli schermi dei
telegiornali. Ma il produttore della
serie, Pietro Valsecchi, è uno abituato
alle sfide. Con la sua casa di
produzione, la Taodue, che conduce
insieme alla moglie Camilla Nesbitt,
Valsecchi ha raccontato sempre storie
legate alla cronaca, alla realtà
italiana: “Ultimo” con Raoul Bova, per
esempio, o “Distretto di polizia”,
arrivato alla sesta serie con risultati
di audience impressionanti. Ha
raccontato papa Wojtyla in “Karol” di
Giacomo Battiato. E tra poco andrà in
onda “Attacco allo Stato”: dove si parla
degli omicidi Biagi e D’Antona, e della
cattura della leader delle nuove Br
Desdemona Lioce. Nel prossimo futuro,
sono in programma un film sul sequestro
Soffiantini e una fiction sul rapimento
di Aldo Moro. Insomma, è ben chiaro il
disegno di Valsecchi: raccontare i segni
che la storia ha tracciato, con il
coltello, sulla pelle dell’Italia.
Raccontare le pagine più delicate, più
importanti, della nostra storia.
“Quella di Nassirya è una storia che
appartiene a tutti: e mi sembra doveroso
farci un film”, dice Valsecchi. “Gli
americani sulla guerra in Iraq ne hanno
fatti sei, di film. E noi, finora,
nemmeno uno. Sia chiaro, non sarà un
film a tesi. Io voglio che la macchina
da presa racconti quello che è stato,
voglio che racconti la realtà. La realtà
era la vita quotidiana di questi
ragazzi, il loro impegno in una missione
di pace, negli ospedali, il rapporto con
i bambini iracheni, nelle scuole. La
realtà è la vita in cui questi ragazzi
riuscivano anche a ridere. La realtà è
il loro rapporto con la popolazione: che
non era un rapporto di odio, ma di
collaborazione. Quattro kamikaze non
sono tutto il popolo iracheno”.
Prosegue Valsecchi: “Ho detto che non
sarà un film a tesi. Però non posso
impedirmi di pensare che questi ragazzi
sono martiri italiani. E mi chiedo che
cosa si aspetta a dare loro la medaglia
d’oro”. La serie si soffermerà su sette
personaggi. “Prima di preparare il film,
abbiamo parlato con le vedove delle
vittime”, dice Valsecchi. “Mi hanno
colpito la loro forza, la loro dignità.
Ho pensato che questo film era
necessario”. Di Raoul Bova, dice: “Siamo
amici, lavoriamo insieme da anni. E’
stato felice di venire in Italia per
questo progetto”. I luoghi delle
riprese, per ora, sono top secret: “Non
vogliamo destare allarmi, vogliamo poter
lavorare tranquilli”, dice. La serie è
stata scritta da Claudio Corrucci e
Carlo Mazzotta. “Spero che l’Arma e
l’esercito appoggino questa iniziativa”,
si augura il produttore. “Ancora non ho
parlato con esponenti politici: mi sono
dedicato solo alla preparazione del
film. Che avrà un budget di 5 milioni di
euro. Pochissimi, per un progetto così
complesso e difficile”. La messa in onda
è prevista per il 12 novembre,
anniversario della strage.
30 Marzo 2006 |
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