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Commenti
ai romanzi
"Caro Giovanni, ho
letto il tuo “Non aprire mai”: suggestivo, a tratti commovente.
Finalmente uno scrittore semplice e diretto.
Bravo"
Roberto Faenza
"Non sono un critico letterario, ma mi sembra che Giovanni sia un
esploratore, un esploratore delle parole. Mi sembra che nei suoi
romanzi racconti emozioni, con atmosfere cinematografiche, con un
piede in Godard e uno in Antonioni. Quello che colpisce nei suoi
racconti è la musicalità; Bogani conosce le parole e le usa come
note di una partitura. Allo stesso tempo usa la penna come se fosse
una telecamera, analizzando, scrutando, indugiando su corpi e
sensazioni, esplorando luoghi. E tutto questo, in una continua
febbrile ricerca di qualcosa.."
Carlo Verdone
"Bogani viaggia sul suo
treno ricco di umori e sensazioni, piccole ferite e grandi memorie
che si aprono d'improvviso e fanno scorrere nuovo sangue nelle vene
inquiete della passione amorosa. Una scrittura avvolgente che
rimbalza musicale e gioca a rimpiattino in un montaggio ondivago e
crepuscolare dove filtra l'aria di un sentimento che fugge, sfuma,
si dilegua, come l'ineludibile metronomo di una vita altrove,
kunderianamente vissuta.."
Gabriele Rizza,"Il
manifesto"
"Sono personaggi
fragili, pieni di dubbi, quelli che ci racconta Bogani. Cercano la
gioia di un attimo e l'eterna felicità Nina, Vanessa, Luca: la
cercano con la caparbia ingenuità di un bimbo. Si guardano dentro,
in fondo, fino al sorriso di quel fanciullo che è stampato sulla
copertina del libro".
Paolo Calcagno, "Il
Tempo"
"Mi interessa
molto il tuo meccanismo seduttivo e capire come diavolo fai ad avere
tanto successo con le donne e, contemporaneamente, essere sempre
solo, disperato, smarrito e onanista fino all'assurdo..."
Sergio Staino
"Bogani e il suo alter
ego Luca incontrano cento volti, soprattutto femminili, con cui
stabilire un contatto visivo o verbale. Un libro emblema di una
città pervasa di solitudine che cerca gli angeli di Wenders ma non
ha il coraggio di baciarli, per timore che si rivelino demoni".
Massimo Cotto, "Rockstar"
su Berliner Blues
"La libertà è difficile
e fa soffrire. Questo è il motivo centrale del libro che state per
leggere, un blob erotico di straziante modernità. L'amore, il sesso,
il brodo d'abisso, l'unico contato possibile tra la vita e la morte:
L. racconta questa ossessione e la racconta bene, cioè
ossessivamente.."
Claudio Lolli su "L." |