Intervista a Saverio Marconi

FIRENZE –  Saverio Marconi. Dici il suo nome, e oggi immediatamente una parola si associa al suo nome: musical. Saverio Marconi è probabilmente il più bravo, più importante regista di musical in Italia. Ha portato sui palcoscenici italiani spettacoli grandi, che sono ancora una vera festa per gli occhi e per le emozioni. Ha diretto le versioni italiane di “Cabaret”, di “West Side Story”, di “Hello Dolly!; ha portato in giro per l’Italia un “Pinocchio” in musica, scritto insieme ai Pooh. Ha dato tempi, ritmi e atmosfere di uno straordinario “Vacanze romane”, andato in scena anche al Verdi di Firenze, con uno strepitoso Massimo Ghini e Serena Autieri, rivelatasi cantante di cristallina nitidezza.  

            Saverio Marconi è nato a Roma: ma gli inizi della sua carriera, negli anni ’70, sono tutti fiorentini. La scuola di recitazione Dory Cei, a Firenze; gli esordi a teatro, una “Mandragola” portata in scena per mesi. E anche un esordio importantissimo al cinema con due registi toscani: i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, con i quali ha interpretato, da protagonista, “Padre padrone”. Risultato: un Nastro d’argento vinto, e l’ingresso nel mondo adulto dello spettacolo. Un altro film con i Taviani, “Il prato”, uno con Gillo Pontecorvo, “Ogro”, e poi sempre più la passione per il musical. Da ieri, al Teatro Verdi di Firenze, va in scena il suo nuovo lavoro: “Tutti insieme appassionatamente”. Un classico del musical, che nella sua versione cinematografica ha già vinto cinque Oscar e il Golden Globe per Julie Andrews. E che resta sul palco del teatro Verdi fino a lunedì 6. Spettacoli alle 20.45, ad eccezione della pomeridiana di domenica, alle 16.45. Info: 055 212320.

            Marconi, ma come è che si diventa regista di musical?

            “Non lo so: ma io la passione per la musica l’avevo sempre avuta. Solo che non sapevo cantare. Ho cominciato a fare l’attore, a teatro. Poi al cinema. Poi, piano piano, mi sono avvicinato al mio sogno”.

            Il musical è un genere che ha avuto un grandissimo ritorno negli ultimi anni. La gente è tornata ad amarlo, al cinema come a teatro: “Moulin Rouge”, “Chicago”, “Romeo e Giulietta” e molti altri. E in Italia?

            “In Italia non è facile: perché il musical è uno spettacolo complesso, che ha bisogno di una grande macchina organizzativa. Un musical costa molto, più di un film. E si deve raccontare attraverso tre registri: musica, prosa, danza. Bisogna amalgamare tutto, fare in modo che lo spettacolo non si interrompa mai, che abbia un suo ritmo, una continuità”.

            Ma gli attori italiani sono bravi?

            “Sono bravissimi. Sanno cantare, sanno recitare. A volte, anche attori che non si erano mai misurati con la musica”.

            Come Michelle Hunzicker e Luca Ward nella prima versione di “Tutti insieme appassionatamente”… e nella versione che vedremo al Verdi?  

            “Ci sono Davide Calabrese e Alberta Izzo: sono bravissimi, già da tempo lavoro con loro. Vedrà stasera”.

            Lei insegna anche in una scuola, a Roma. Le “accademie” di danza, canto e recitazione come quella televisiva di Maria De Filippi servono?

            “Hanno un grande merito: far capire ai ragazzi che per arrivare, bisogna studiare. Studiare molto. Poi, meglio una scuola lontana dalle telecamere”.

            Senta, una domanda forse frivola: Sanremo la guarda?

            “Eccome! Guardo molto le trasmissioni di spettacolo. C’è sempre qualche sorpresa, qualche talento da intravedere”.

            A Sanremo chi, per esempio?

            “Dolcenera. Mi sembra bravissima. La adoro. E Renga”.

            Nel mondo, quale è l’attrice con cui vorrebbe lavorare?

            “Ce n’è una che si distacca dalle altre, ma tantissimo. Una volta era Bette David. Oggi, è Nicole Kidman. Tutte le altre sono due, tre gradini sotto”. 

            Sicuramente c’è anche un altro suo spettacolo che sta per andare in scena a Roma… qual è?

            “E’ ‘The Producers’, che va in scena dal 17 marzo al Politeama Brancaccio. E’ la versione italiana del musical di Mel Brooks, che ha già vinto il Tony Award. E in scena, ci sarà Enzo Iacchetti, insieme a Gianluca Guidi. E’ una storia esilarante: quella di una compagnia che tenta di fare uno spettacolo fallimentare, e non ci riesce”.

Adesso a che cosa sta lavorando?

            “A un musical su un testo di Neil Simon, ‘Sweet Charity’: lo interpreteranno Lorella Cuccarini, con cui avevo già fatto ‘Grease’, e Cesare Bocci. E’ tratto da ‘Le notti di Cabiria’ di Fellini, trasportato a New York. Una operazione che mi sembra impegnativa, rischiosa, e interessantissima”.

          

04 Marzo 2006

 

 

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