Manuela, che sensazioni dà la prima volta a Venezia?

 

VENEZIA - "Ecchila!". La voce viene da su, dall'alto. Da uno che ha visto, da lontano, un motoscafo. Ecchila, dice il ragazzo. Ma non è vero. Siamo tutti lì, al'imbarcadero dell'hotel Excelsior del Lido di Venezia. Telecamere, fotografi, tutti in posizione di battaglia. Tutti schierati, ad aspettare la Arcuri. Scene di ordinario divismo. Giornalisti con il taccuino, giornaliste sciolte al sole, gorilla in giacca e cravatta. Le solite cose. Ma lei non arriva, non arriva.

 

            Enrico Lucherini, press agent storico, urla falsi allarmi, tanto per tenere l'attenzione desta. Da sopra, sulla balaustra, spettatori e veneziani del weekend sempre più numerosi. E alla fine, ecchila. Un motoscafo, l'attracco. Scende. Maglietta bianca con un disegno luccicante, e cuoricini. Betty Boop, forse. Forse no. I brillantini luccicano troppo. Pantaloncini Capri, neri. Sandali. Abbronzatura. Sorriso. Più magra, forse. Anelli. Un pendente a forma di rombo.

 

            Scende sulla passerella di legno, e il plotone di operatori, fotografi e scribi la divora. Noi con loro. A singhiozzi, tra flash e spintoni, la Arcuri racconta il suo nuovo corso.

 

            Manuela, che sensazioni dà la prima volta a Venezia?

 

            "E' un grande punto di arrivo: per me Venezia è il massimo del mondo del cinema, ci sono tanti divi e dive. Io vorrei solo essere una millesima parte di questo mondo, per un giorno".

 

            Questo significa anche un cambiamento nella tua carriera, nella tua vita?

           

            "Sì: un cambiamento radicale. Cercherò di fare sempre più cose di qualità".

 

            Televisione, o anche cinema e teatro?

 

            "La televisione non la rinnego: lunedì va in onda 'Onore e rispetto', che è il mio primo ruolo totalmente drammatico. Con dei mostri sacri nel cast come Virna Lisi e Giancarlo Giannini. E' un battesimo, per me, una grande prova. Poi in ottobre ritorno a teatro con 'Liolà' da Pirandello, con la regia di un altro maestro come Gigi Proietti. Sono sfide nuove, ruoli impegnativi. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare qui, e è soltanto un inizio. Voglio imparare, mi sento come se iniziassi adesso".

 

            Tra i sacrifici, anche quello della vita privata?

 

            "In un certo senso sì. Ho perduto l'amore: Aldo Montano diceva che io guardavo più alla carriera che all'amore. Ma penso che bisognerebbe sentire tutte e due le campane, prima di dare un giudizio".

 

            Però ti manca, l'amore?

 

            "Sì, mi manca. I rimpianti ci sono sempre. Ma quando arriverà l'amore vero, lo prenderò".

 

            Il futuro?

 

            "Crescere. Imparare. Per adesso, imparare l'inglese. E proseguire a fare cose di qualità". Poi arrivano i gorilla in giacca e cravatta, la trascinano in un corridoio, in un ascensore, verso una suite.Confusione, altre spinte, caos. E uno, in inglese, che ci guarda e chiede: "ma chi era?"

         

1 Settembre 2006

 

 

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