VENEZIA -
Polemiche, ovviamente,
non ne mancano: quelle relative al film vincitore del Leone, che rischia -
come altre volte accaduto - di non trovare enormi folle di pubblico nelle
sale. O quelle relative alle star: la Mostra, quest'anno, non aveva un
parterre stellare: i due premiati americani, per giunta, l'attore Ben
Affleck e il regista Spike Lee, non sono venuti a ricevere il premio. Altre
polemiche, relative alle sussurrate dimissioni di Marco Muller, il direttore
(smentite già l'altro ieri, peraltro), e a un Leone d'argento alla
"rivelazione" spuntato come un coniglio dal cilindro del prestigiatore. Non
era previsto nei regolamenti, è andato al film italiano, prodotto dalla Rai,
"Nuovomondo" di Emanuele Crialese.
Il
direttore Marco Muller spiega tutto. Accanto a lui Davide Croff, presidente
della Biennale. E il cane di Muller: un Labrador fulvo che si chiama Pedro.
Il più tranquillo di tutti.
Cominciamo dalle dimissioni, da queste dimissioni sussurrate, di cui si
parlava ieri. Vuole chiarire perché è venuta fuori questa voce?
"Non
certo da me. I pettegolezzi ci sono sempre stati. Posso solo dire che io non
ho nessuna intenzione di dimettermi. Ho ancora un altro anno di mandato, poi
si vedrà".
Emanuele Crialese ha vinto, con il suo "Nuovomondo", un Leone d'argento per
la "rivelazione". Perché "inventare" un premio nuovo?
"La
giuria era venuta da noi con la proposta di un ex aequo per il Leone
d'argento, tra il film di Alain Resnais e quello di Crialese. Ma un ex aequo
non si può fare, per regolamento. Così, la giuria ha proposto un premio
nuovo. Abbiamo accettato l'idea, e abbiamo convocato il consiglio di
amministrazione della Biennale, per ratificarlo. La giuria può proporre un
premio nuovo; il direttore ha il diritto di proporre una deroga. Davide
Croff l'ha sottoposto al CdA".
Si era
parlato di un premio all'attore del film "Nuovomondo". Poi la giuria ha
fermato i lavori, ed è nato questo premio al film. Che cosa è successo, in
quel giorno di pausa?
"Semplice: in assenza di premi supplementari, avrebbero dato il Leone
d'argento a Resnais e la Coppa Volpi all'attore di Crialese. Con
l'istituzione del Leone 'Rivelazione', la giuria ha potuto dare un premio
più importante all'insieme del film".
Sì, ma
Crialese non è una "rivelazione". Il suo film precedente, "Respiro", è stato
premiato a Cannes.
"Forse
avremmo potuto parlare più propriamente di 'consacrazione', probabilmente
avete ragione", dice Davide Croff.
Il
giurato italiano , l'attore Michele Placido, aveva fatto capire che Crialese
aveva chances per il Leone d'oro, addirittura. Non è vero?"
No. Il film cinese che ha
vinto non è mai stato messo in dubbio".
Anche
quest'anno in primo piano l'Oriente, anche con il premio nella sezione
Orizzonti a "Il tribunale a dorso di cavallo". L'unico film cinese che non
ha vinto è quello di Gianni Amelio, "La stella che non c'è"...
Muller
ride, e non risponde. Sono Amelio, e Sergio Castellitto, i grandi sconfitti
di questa Mostra.
Sono
stati premiati anche i registi Straub e Huillet. Ma Jean-Marie Straub aveva
inviato al festival una lettera in cui, citando Franco Fortini, inneggiava
al terrorismo. Dimenticandosi di mettere il termine tra virgolette. I
giurati non si sono dissociati da questa lettera, durante la premiazione.
"Jean-Marie
Straub non intendeva il terrorismo dinamitardo, intendeva il terrorismo
artistico, il rigore creativo. I giurati non hanno mai previsto un loro
intervento nel quale si dissociassero da quella lettera".
La
Mostra ha avuto più o meno presenze dell'anno scorso? In alcuni giorni si
aveva la sensazione che ci fosse molta meno gente.
"Le
presenze sono state numerosissime. Non possiamo ancora quantificarle, ma
sono state numerosissime. Non ci sono state proiezioni deserte, e la
macchina della sicurezza e dei controlli ha funzionato più spedita dell'anno
scorso", dice Davide Croff. I numeri, però, non li dà.
Ha
sentito l'appoggio del governo alla Mostra? Più questo governo dei
precedenti?
"Prodi ha
ritardato di cinque ore il suo ritorno a Roma per presenziare alla Mostra,
venendo da Caorle. Mi sembra che il governo abbia fatto sentire la sua
presenza, da Prodi a Rutelli in giù. E che nessuno ne abbia approfittato per
fare passerella".
Il
sindaco di Venezia Cacciari però non si è visto.
"Dovreste
chiedere a lui perché. Evidentemente aveva da fare. E poi è intervenuto alla
presentazione del festival di Beirut".
Il
numero di sale al Lido non è cambiato. La ricezione alberghiera, la
situazione della ristorazione nemmeno. Il pubblico e gli appassionati di
cinema ne risultano molto penalizzati. Gli spettatori giovani trovano molte
difficoltà. Da anni.
"La
Biennale non può permettersi il lusso di occuparsi anche di questi problemi,
almeno non ora. Se si aprirà un cantiere per il nuovo Palazzo del cinema,
potremo rimetter mano anche a questa situazione. Faremo di tutto per fare
riaprire il camping al Lido. Anche l'istituzione di una mensa per gli
accreditati pone grossi problemi".
L'attore Ben Affleck, premiato per la migliore interpretazione maschile, non
è venuto a ritirare il premio. E neanche il regista Spike Lee, premiato per
il suo documentario sull'uragano Katryna.
"Non per
loro volontà: quando sono stati avvertiti, entrambi erano fuori tempo
massimo per prendere l'ultimo aereo utile". Sorrisi, saluti, e tutti a
prendere il primo traghetto, o treno, o aereo utile. Anche il cane Pedro si
stira le zampe, si alza. Arrivederci all'anno prossimo. Magari la Mostra la
faranno direttamente a Pechino.