Gassman: "Io il Bruce Lee italiano? Meglio un uomo abbandonato dall'amore"

 

VENEZIA - "Non pensiamo al film di Tavarelli come a un film drammatico. E' una commedia all'italiana, amara come una commedia all'italiana dev'essere". Così Alessandro Gassman, abbronzato, di ottimo umore, alla presentazione veneziana di "Non prendere impegni stasera" di Gianluca Maria Lavarelli, che interpreta insieme a un nutrito gruppo di attori. Agosto è stato un mese di vacanza per lui. Ma adesso si ritorna al lavoro.

 

            Come è stato interpretare il personaggio di un uomo abbandonato dalla sua donna nel film di Tavarelli?

 

            "Ha comportato chiedersi, e rivivere, quanta rabbia, quanta voglia di rivalsa porti il dolore dell'abbandono. E cercare di visualizzare questo furore impotente, questa incapacità di vincere. Magari con un tic, come le improvvise afonie, e disfasie del personaggio. O la sua rabbia rivolta verso tutto e tutti. E' stato un bel lavoro, fatto con entusiasmo, per un film al quale ognuno ha dato le sue energie, senza chiedersi se il suo ruolo sarebbe stato il più importante. Abbiamo fatto un lavoro di squadra. E quello che è venuto fuori penso sia un esempio di commedia all'italiana aggiornata al presente".

 

            Alessandro, che cosa c'è nella tua agenda adesso?

 

            "Il teatro. Porto in tournée la mia prima regia teatrale, 'La forza dell'abitudine', da un testo di Thomas Bernhard. La storia di un direttore di circo che carezza un sogno impossibile: fare interpretare ai suoi circensi, perfettamente, il 'Quintetto dela trota' di Schubert. Si impegnano tutti allo spasimo, il giocoliere, il domatore, la ballerina, il nano buffone, ma il risultato è sempre un disastro… L'unico a non arrendersi è il direttore del circo, interpretato da me".

 

            La voglia della perfezione.

 

            "O meglio, l'incapacità di raggiungerla. Che è la stessa di noi artisti: il sentimento della incapacità di realizzare la propria arte. Io li vedo continuamente, i miei limiti personali, come attore, come artista. E vedo anche i limiti che mi impone il mondo intorno. Il mio senso di impotenza di fronte all'appiattimento culturale".

 

            Un impegno difficile, come regista e come attore.

 

            "Anche perché come attore avrò novant'anni: due ore di trucco ogni sera, ti lascio immaginare. Ma è un progetto che desideravo da anni. Vorrei fare anche altri due spettacoli da Thomas Bernhard. Intanto saremo in tournée in tutta Italia con questo, a cominciare dall'Eliseo a Roma".

 

            E il film americano,"Transporter Extreme",   come è andato?

 

            "Bene dappertutto… tranne che in Italia! Ma va bene così: è buffo che negli Stati Uniti quel film abbia fatto incassi stratosferici, e che me ne sia venuta una popolarità da eroe di film d'azione… Ovvio che quello non è il mio genere. Però adesso stanno scrivendo il sequel, e visto che non sono morto nel primo film, potrebbe anche toccarmi di ritornare nei panni del supercattivo. Non è che voglia diventare il Bruce Lee italiano, intendiamoci! Anche perché la lavorazione di quel film mi ha lasciato, tra i ricordi, una vertebra fratturata".

 

            In televisione uscirai con due fiction. Una è quella sui pompieri, "Codice rosso"…

 

            "Sì, e ne sono molto orgoglioso. Sono il capitano di una squadra di pompieri, che dopo centinaia di interventi finisce vittima di un incendio. Mi ritrovo a essere il solo sopravvissuto, con enormi sensi di colpa, a dover ricostruire la squadra. Con me ci saranno Pietro Taricone, Claudio Gioè e Ilaria Spada".

 

            L'altra fiction è "La sacra famiglia". Che cosa c'è da dire, di nuovo, su un tema così centrale, così raccontato della nostra cultura?

 

            "Un'ipotesi che viene dai Vangeli apocrifi: che Giuseppe, il padre di Gesù, al momento di sposare Maria venisse da un altro matrimonio, che avesse già avuto una moglie e dei figli. E questo Giuseppe è un uomo combattuto, spaventato da questa misteriosa gravidanza di Maria. Pieno di inquietudini. Maria è interpretata da Ana Caterina Morariu, che ha girato l'ultimo film di Carlo Verdone. Abbiamo girato in Giordania, tra scenari pazzeschi, bellissimi. Uscirà probabilmente sotto Natale, su Canale 5". 

 

5 Settembre 2006

 

 

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