
VENEZIA - E' un mattino di sole a
Venezia: Sting arriva rilassato,
tranquillo. Ha una maglietta tutta
bucherellata, jeans tagliuzzati, una
collana di cuoio con delle conchiglie,
due bracciali, uno di rame e uno
d'argento. Abbronzatura da fare invidia
a un marinaio. La popstar forse più
famosa del mondo è alla Mostra del
cinema. Come produttore di un film. Il
film si chiama "Una guida per
riconoscere i tuoi santi": titolo strano
per un film bellissimo, così vero da
fare male, così autentico nel raccontare
un'adolescenza nel Queens, cucine
povere, vite chiuse in una specie di
ghetto grande come una metropoli, dove
si può vivere per sempre, oppure
scappare via. Vivere lì vuol dire fare
sesso come capita, farsi picchiare per
nessun motivo, sniffare colla o vernici,
conoscere la vita più nuda, più sporca,
la vita che puzza, e magari riesci lo
stesso a sorridere, finché ce la fai.
Il film "Una guida per
riconoscere i tuoi santi", interpretato
da Robert Downey jr, Chazz Palminteri e
Dianne Wiest è stato presentato a
Venezia alla Settimana della critica.
Applausi convinti alla fine della
proiezione: per il regista esordiente,
Dito Montiel, che ha messo in questo
film la storia della sua vita, e per
Trudie Styler. Bionda, bellissima come
quando era attrice, la moglie di Sting è
la produttrice del film. Sting ha il suo
nome, nei titoli di testa, come
produttore esecutivo. La mattina,
qualche ora prima, incontriamo Sting. E
gli chiediamo che cosa lo abbia spinto a
finanziare un film. E, tra le altre
cose, gli chiediamo anche se abbia un
disco in uscita. C'è.
Sting, che cosa la ha
spinta a produrre un film?

"Erano a corto di soldi, e sono venuti a
bussare da me...", ride. "E' venuta
Trudie, mi ha detto che uno dei
finanziatori si era tirato indietro. Mi
ha detto che o si faceva adesso, o non
ce l'avrebbero mai fatta. Io mi sono
fidato. Il segreto del mio matrimonio è
fare sempre quello che dice Trudie! E
poi, mi piaceva l'idea che il mio nome
finisse sui titoli di testa di un film".
E' andato sul set?
Sting non mente, non getta fumo negli
occhi: "Un paio di volte, ma in realtà
quasi mai. Non avrei saputo che dire.
Non avevo da consigliare niente e
nessuno. Dovevo soltanto fidarmi della
sceneggiatura".
Chi le ha proposto questo
soggetto?
"Robert Downey jr., che è nostro amico,
è venuto un giorno con un libro, quello
da cui poi è stato tratto il film. E
abbiamo capito subito che era
formidabile".
E' stato tentato
dall'apparire nel film, o di comporre la
colonna sonora?
"No. In realtà, il cinema non è il mio
mestiere. E per la colonna sonora, erano
giuste le musiche che sono state
scelte".
Lei ha fatto l'attore in
diverse occasioni, però. Anche in "Lock
e Stock", recentemente...
"Ah, già. Ma solo perché sono un attore
che cosa poco! Per quel film non sono
ancora neanche stato pagato!".
Ma insomma, il cinema non
le piace?
"Diciamo che non brucio dal desiderio di
fare un film. C'è chi vorrebbe fare film
con tutte le sue forze Io no. Preferisco
fare musica. Poi sono stato
fortunatissimo. Guardi, facendo musica
ho visto il mondo, ho incontrato persino
il papa. Ho avuto tutto quello che
potevo desiderare".
C'è però qualche cosa, in
questo film, che ha sentito vicina a sé.
Da cui è stato toccato.

"Sì: in realtà anche io, come il
protagonista, ho dovuto tagliare i
legami con tutto, con il mio passato,
per poter andare avanti. Ed è molto
doloroso, ma necessario".
E' fiducioso nel lavoro
che ha fatto sua moglie, Trudie?
"Non voglio dire che la nostra relazione
porti sempre successi, e lo dico
sottovoce per scaramanzia: però è vero
che ci è riuscita qualsiasi cosa abbiamo
fatto. Volevamo fare un piccolo film, e
adesso questo piccolo film è a Venezia,
con tutti i giornalisti che lo vedono.
E' già meraviglioso".
E la musica? Che cosa sta
preparando?
"Esce tra un mese un disco per la
Deutsche Grammophone, 'Canzoni dal
labirinto', ispirato alle musiche di un
compositore del Cinquecento. Io canto e
suono il liuto".
Nessuna speranza di
vedere rinascere i Police, dunque?
"No. Il passato è passato. Bello,
meraviglioso, ma ormai dietro le
spalle".
"Una guida per
riconoscere i tuoi santi" uscirà anche
in Italia?
"Proprio oggi si è fatto vivo un
distributore italiano. Siamo in
trattative. Io spero di sì. Da
spettatore, mi ha commosso".