"X Men" al festival di Cannes

CANNES – Parata di star per « X Men » parte terza. E ultima, a quanto pare. Il film di fantascienza – anzi, fantasy, per i puristi – nato dai fumetti della Marvel uscira’ in Italia tra meno di una settimana, il 26 maggio. Intanto, e’ stato presentato al festival di Cannes. E ad accompagnarlo, un gruppo di attori da delirio. Di attrici, soprattutto. Anna Paquin, che aveva vinto l’Oscar a 11 anni per “Lezioni di piano”, Halle Berry, che l’Oscar l’ha vinto un po’ dopo, per “Monster’s Ball”. E Rebecca Romijn-Stamos, bionda statuaria. E ancora, se non bastasse, Famke Jannsen, che ha condiviso con Halle Berry di essere stata, in carriera, una Bond girl. Per non parlare di un mito del teatro e del cinema come sir Ian McKellen, in questi giorni sugli schermi anche nel “Codice Da Vinci”. Tre generazioni, divi di tutto il mondo. E domande di giornalisti da tutto il mondo.

 

            La prima, ovvia, da fan: ma ci sara’ un seguito o no? E’ vero che questo film rappresenta la fine della serie? Tutti si affrettano a dire di si’. Magari per fare in modo che ancora piu’ gente vada a vedere questo “scontro finale”. Magari perche’ dicono persino la verita’. E poi via, con le domande a ognuno dei protagonisti.

 

            Halle Berry. Che impressione ha di Cannes, della Francia, del festival?

 

            “E’ sempre una cosa particolare essere in Francia. Quando me ne vado, porto con me sempre delle… good options”, dice. Delle buone opzioni. Difficile dubitarne. Uno dei giornalisti, cileno, dice: “ho fatto venti ore di aereo per arrivare qui, e sono venuto al festival soprattutto per lei… mi sono venute le emorroidi per arrivare qui...”. Il moderatore cerca di fermarlo, lui continua uno sbalestrato monologo che finisce con: le piace recitare? E Halle Berry, impassibile? “E a lei? Sembra di si’….”.

 

            Anna Paquin. Lei ha avuto l’Oscar a  11 anni. Da allora non ha piu’ smesso di lavorare. Ma come si fa a crescere davanti alla cinepresa?

 

            “Non saprei dire come sia la vita in altro modo. Io non conosco che questa. Ma sono molto grata di aver potuto fare l’attrice. E’ un lavoro favoloso. E vieni persino pagata per farlo…”.

 

            Sir Ian McKellen. Che cosa e’ importante, per lei, nel messaggio del film, nella storia del film?

 

            “Vede, nel film gli X-Men, che hanno un cromosoma alterato, devono difendersi contro uno scienziato che ha trovato la cura per farli tornare ‘normali’. E io, in quanto gay, appartenente a una categoria di persone che qualcuno pensa vada ‘curata’, trovo prezioso un film che parla di difendersi da chi vuole curare le diversita’ “.

 

            Gli fa eco Halle Berry: “Per me e’ la stessa cosa. Il pensiero che il governo possa svegliarmi una mattina e aver trovato la ‘cura’ per la mia pelle nera mi sembra spaventoso. Ecco, questo film – anche se e’ intrattenimento, e non filosofia – puo’ mettere una pulce nell’orecchio della gente”.

 

            Halle Berry. Come si vince la “maledizione” dell’Oscar, quella che vuole che dopo il premio non si lavori piu’ per un bel po’, o non si ritrovi piu’ il successo di prima?

 

            “Passati i primi giorni di shock dopo l’Oscar, mi sono detta che rifiutavo di essere vittima di questa maledizione. Che non sono differente da prima ne’ piu’ speciale. E che avrei lavorato scegliendo i miei film, per crescere come persona e per essere felice. Queste sono le due sole cose che contano”.

 

Sir McKellen, ma lei quale dei due film con cui si e’ presentato a Cannes ama di piu’? “Il Codice Da Vinci” o “X Men”?     

 

            “ ‘Il signore degli anelli’, naturalmente”.

        

23 Maggio 2006

 

 

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