Zidane, il dio del calcio in un film

CANNES - Zinedine Zidane, ovvero il dio del calcio intelligente, geniale, dei movimenti leggeri, la visione del gioco tutta intera, sempre, in ogni istante, quello che fa del gioco del calcio una geometria, un effetto mentale. E un film su di lui. E’ quello che e’ stato presentato oggi a Cannes: “Zidane, un ritratto del 21esimo secolo”. Ma in che senso, un film? I due registi – due giovani che vengono dalla videoarte – hanno ripreso una partita di Zidane. Esattamente, un Real Madrid – Villareal dell’anno scorso. E hanno spiato quello che faceva Zidane con diciassette telecamere. L’hanno ripreso sgranato col teleobiettivo, hanno ripreso la sua faccia stravolta di fatica e di sudore, e tutto quello che fa quando NON ha la palla tra i piedi. Che e’, ce ne accorgiamo, quasi tutto il tempo. Alla fine, inun’ora e mezza avra’ toccato la palla per un minuto e quaranta secondi.

 

            Non ce ne eravamo mai accorti: ma un calciatore passa la partita a NON giocare. A guardare quello che succede. Zidane cammina, corricchia, torna indietro, si guarda intorno, e il pallone che arriva e’ un attimo, un attimo passare la palla, e poi tutto e’ finito. Incredibile. Il calcio cosi’, come una passeggiata sull’erba, non l’avevamo visto mai. Ma i registi vogliono fare qualcosa di piu’: ci mettono sopra la musica dei Mogwai, un gruppo di Glasgow che fa una musica minimalista, elettronica, con improvvise accelerazioni, di grande atmosfera. E tutta la partita, con i colori spappolati, i contorni indefiniti, sfocati, sembra un grande sogno. Colori in movimento. Che e’ poi, anche se crediamo di no, gran parte del fascino del gioco del calcio.

 

            Zidane ha affidato a un nastro registrato la sua “partecipazione” alla prima mondiale del film. C’e’ da capirlo, ha una cosetta da fare. Preparare i Mondiali di calcio, gli ultimi della sua carriera. Dopo quelle partite come capitano della Francia, appendera’ le scarpette al chiodo, come si diceva una volta, e si dedichera’ ai giovani del Real Madrid. Ma in un’intervista, confessa: “Sono contento di avere lasciato una traccia per me, per i ragazzini che vedono il calcio. Anche se, me l’avessero detto che un giorno sarei stato nel cartellone di un film, avrei risposto: siete matti. Ero reticente all’idea di apparire in un film, ma alla fine sono stato sorpreso dal risultato. Io stesso sono cresciuto guardando i grandi calciatori in tv, e dicendo a me stesso che tutto cio’ era assoluta mente inaccessibile per me”.

 

            Per la cronaca, Zidane in quella partita viene espulso, e non combina niente di particolarmente memorabile. Si aggira nel campo stravolto di stanchezza, sudato, una mezza smorfia di stordimento. Proprio lui, la Mente, il Genio, la Bellezza del calcio. Figuriamoci gli altri.  

        

23 Maggio 2006

 

 

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